Comunicato stampa

   Sarnano, 19 giugno 2018

 

SIBILLA: ORACOLO APPENNINICO

Il mito dell’antica profetessa rivive nel cuore dei Monti Sibillini

Dal 23 Giugno al 5 agosto 2018

Sarnano

Loggiato Comunale di Via Roma

 

VERBA MANENT”

Frammenti per voce sacra nel sembiante di un oracolo

mostra di scultura

di

Alberto Bambi, Gianni Guidi, Sergio Monari, Giovanni Scardovi, Sergio Zanni, Mario Zanoni

Vernice, sabato 23 giugno 2018, ore 17,00

Interventi critici di Alberto Gross, Francesca Tuscano

Curatori: Marilena Spataro, Alberto Gross

Sarà proprio quella parte d’Appennino, romanticamente ribattezzata Monti Azzurri dal sommo Giacomo Leopardi e che, secondo la leggenda, ancora riecheggia nella profondità delle sue viscere della voce oracolare della Sibilla, ad accogliere la mostra di scultura “VERBA MANENT” Frammenti per voce sacra nel sembiante di un oracolo, dedicata alla figura dell’antica profetessa

 

E’ in coincidenza del giorno in cui si celebra la notte magica di San Giovanni, che a Sarnano, il 23 giugno alle ore 17,00, si inaugura un evento artistico che vede al centro la magica figura della Sibilla. Scrive al riguardo Giovanni Scardovi nella prefazione del catalogo dedicato alla mostra “VERBA MANENT” Frammenti per voce sacra nel sembiante di un oracolo: “Oggi noi celebriamo con queste sculture la magia e l’enigma misterico di questo territorio, teatro delle profezie di questa figura oracolare, abitante le grotte dei Monti Sibillini, a lei si attribuiscono mitologie arcaiche prodotte dal vaticinio dei responsi. Questa mostra è così una celebrazione di questo oracolo diventato genio del luogo ed evocante antichi poteri femminili tramandati nel tempo”. Saranno gli ampi spazi del magnifico Loggiato Comunale di Via Roma a Sarnano, la ridente cittadina in provincia di Macerata adagiata alle pendici dei Monti Azzurri, ad accogliere, dal 23 giugno al 5 Agosto 2018, i lavori dei sei maestri che hanno aderito all’evento espositivo, si potranno ammirare in mostra ben diciannove suggestive sculture, prevalentemente in terracotta, di cui parecchi inediti realizzati per l’occasione.

Promosso dall’Unione Montana dei Monti Azzurri, con il patrocinio del Comune di Sarnano e della Regione Marche, in collaborazione con l’Associazione Culturale LOGOS, Casa Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi, Acca Edizioni e Galleria Ess&rre di Roma, l’evento espositivo si inscrive nell’ambito delle manifestazioni legate all’evento SIBILLA: ORACOLO APPENNINICO e nell’ambito del più ampio progetto “La Sibilla e i nuovi visionari”. Afferma in merito Giampiero Feliciotti, presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri: “Il festival “La Sibilla e i nuovi visionari” è un progetto volto alla valorizzazione culturale e turistica del territorio dell’entroterra Maceratese alle pendici dei Monti Sibillini, da Leopardi chiamati Monti Azzurri poiché ogni mattina aprendo la finestra egli poteva, dal colle di Recanati, gustare questa cornice dei Sibillini “azzurrastri”, una colorazione affascinate e misterica determinata dalla nebbia, ma che conferiva, e tuttora conferisce, loro la magia di un’apparizione quasi ultraterrena. L’idea – molto interessante – e’ stata sposata dall’Unione Montana dei Monti Azzurri, per un Festival, ideale per l’estate 2018, da rendere ripetibile negli anni. Le progettualità connesse non potranno che essere condivise per le finalità espresse dai promotori nell’anno Europeo del Patrimonio Culturale che si fregia del motto “Il nostro Patrimonio: dove il passato incontra il futuro” il cui obiettivo è di incoraggiare il maggior numero di persone a scoprire e a lasciarsi coinvolgere dal patrimonio culturale dell’Europa, rafforzando il senso di appartenenza a un comune spazio europeo”. “Quale miglior occasione – commenta il presidente – durante l’evento SIBILLA: ORACOLO APPENNINICO, di una bella mostra, dal titolo emblematico VERBA MANENT”. Frammenti per voce sacra nel sembiante di un oracolo, di 6 artisti che ci propongono 19 suggestive sculture sulla Sibilla?”.

La mostra si pone, infatti, come suggestione visiva di tale contesto culturale, strettamente identitario del luogo e della realtà contemporanea in cui è inserito. Gli artisti invitati a partecipare all’evento hanno così avuto la possibilità di confrontarsi con la vivida atmosfera suggestiva che ancora abita questi luoghi carichi di fascino e seduzione, con la doppiezza diabolica di ciò che attrae nell’inconoscibile e nel misterico di storie così profondamente radicate e fondanti l’etnoantropologia di un territorio. “L’intento è quello di continuare a dar voce a quella voce che per voce divina oracolava, mantenendone viva la fiamma, preservandone il sibilo” (A. Gross). Ad assolvere questo compito sono stati chiamati gli scultori Alberto Bambi, Gianni Guidi, Sergio Monari, Giovanni Scardovi, Sergio Zanni, Mario Zanoni, che da sempre con il loro lavoro indagano il mondo del mito e gli enigmi dell’arcano.

All’inaugurazione del 23 giugno di “VERBA MANENT”. Frammenti per voce sacra nel sembiante di un oracolo, saranno presenti gli artisti, la curatrice Marilena Spataro, giornalista culturale, Alberto Gross, curatore e critico d’arte, che insieme alla scrittrice e poetessa, Francesca Tuscano, presenteranno la mostra. Interverranno a portare i loro saluto, Giampiero Feliciotti, presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri e Franco Ceregioli, sindaco di Sarnano.

 

Catalogo in galleria (Testi di Giampiero Feliciotti, Giovanni Scardovi, Alberto Gross, Francesca Tuscano) a cura di Marilena Spataro – Acca edizioni Roma

 

“VERBA MANENT”. Frammenti per voce sacra nel sembiante di un oracolo

Dal 23 Giugno al 5 agosto 2018

Loggiato Comunale – Via Roma

Sarnano (MC)

Apertura: Tutti i giorni dalle ore 17,00 alle  ore 20,00

info: 0733 659911 – www.sarnanoturismo.it

www.unione.montiazzurri.it

BIOGRAFIA ARTISTI IN MOSTRA

 

Alberto Bambi

 

Nato a Faenza il 15-4-1977, Alberto Bambi (Balber) ha iniziato a fare scultura in giovane età. Dopo i primi lavori in legno, marmo e alluminio, si è avvicinato all’argilla realizzando in cotto, poi patinando con cera. La sua scultura si orienta verso il surreale e metafisico determinando immagini sacrali e oniriche. In questi anni ha tenuto mostre personali e aprtecipato a colelttive in varie sedi pubbliche e private.  Ha partecipato alla Biennale di Venezia, 54a Esposizione del 2011

Gianni Guidi

Nasce a Bologna l’11 settembre 1942. Compie gli studi artistici prima a Ferrara, presso l’Istituto d’Arte ‘Dosso Dossi’, poi a Bologna, all’ Accademia di Belle Arti. Inizia l’attività artistica come pittore per dedicarsi, intorno agli anni ottanta, alla scultura in bassorilievo in cera, ancora legato al linguaggio pittorico dal quale proviene.  Negli anni novanta predilige l’uso della terracotta e di altri materiali, come ferro e legno. In quest’ultima fase, i temi e le forme si distaccano definitivamente dalla precedente ricerca pur mantenendo uniformità di stile. All’attività artistica ha affiancato l’insegnamento presso l’ Istituto d’Arte ‘Dosso Dossi’ di Ferrara, fino al 1997. Ha esposto in varie città italiane ed estere. Vive e lavora a Ferrara.

Sergio Monari

Sergio Monari vive e lavora in Romagna, vivace terra di artisti, scrittori, musicisti e lì traccia la sua formazione. All’Accademia Belle Arti di Bologna si laurea, dove, come docente, insegna Anatomia Artistica. Nel 2002  fonda con altri artisti l’Associazione culturale C.etrA, apre nel suo casolare di Castelbolognese uno spazio espositivo e crea il Parco della Scultura. E’ esponente di spicco del Gruppo Ipermanierismo di Italo Tomassoni. Ha esposto le sue opere in oltre cento mostre, personali e collettive, in gallerie e musei in Italia e all’estero, fra le quali la Biennale di Venezia, 54a Esposizione del 2011,è invitato alla mostra “Tesori d’Italia” in occasione di Expo 2015.

Giovanni Scardovi

 

Nato in Romagna il 18 Dicembre 1944, Giovanni Scardovi si è dedicato dalla giovane età alla scultura e alla poesia, i suoi scritti e le sue sculture sono caratterizzati dalla reinterpretazione delle immagini mitiche e simboliche e delle forme allegoriche nella contemporaneità.

Docente di Fenomenologia della moda, poi di Plastica ornamentale alle Accademie di Belle Arti di Bologna, Venezia e Ravenna, ha tenuto corsi sugli Archetipi dell’immaginario. Ha pubblicato testi critico-poetici e due raccolte di poesie dal titolo: Prét à porter, Campanotto Editore, Le virtù dell’assenza, Edit Faenza.

Sue sculture monumentali sono presenti in sedi museali e in parchi pubblici e privati.

Sergio Zanni

 

Nasce a Ferrara il 22 maggio 1942. Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Bologna studiando pittura e approfondendo la ricerca sul modellato. All’attività artistica affianca fino al 1995 l’insegnamento all’Istituto d’arte “Dosso Dossi” di Ferrara. Vive e lavora a Ferrara. La difficile battaglia per l’esistenza sembra essere il tema dominante nel lavoro di Zanni eppure le sue opere, tutt’altro che angoscianti, invitano al sorriso per via di una ricerca condotta da sempre sul filo dell’ironia e costantemente pervasa di poesia: dai titanici Kamikaze alle piccole e misteriose figure dall’ampio cappotto, dai fragili equilibristi agli imponenti “Giganti di sabbia”, tutti sembrano evocare la precarietà dell’esistenza mitigata da un candido stupore che riconduce all’infanzia.

Il tema dei viandanti, ampiamente esplorato dall’autore nel corso di quarant’anni dedicati alla scultura, è rappresentato da arcani condottieri paradossalmente solitari, viaggiatori e avventurieri senza meta, artisti erranti ed imperscrutabili personaggi con grandi zaini, tutti rigorosamente con le mani in tasca, il volto coperto da grandi cappelli e l’alone di mistero che immancabilmente li avvolge.

Diversi materiali hanno assecondato le esigenze formali di un cammino artistico continuamente in divenire. Dai primi “mostri meccanici”, così definiti dall’artista, realizzati in scagliola e filo di ferro, all’adozione della terra creta, da sempre il materiale prediletto dell’autore. Numerose sono anche le fusioni in bronzo nonché l’utilizzo di polistirolo coperto di iron-ball, materiale sintetico adoperato abitualmente in scenografia.

Mario Zanoni

 

Mario Zanoni, nato nel ’46 da genitori vissuti tra valli, terre emerse,

guerre e regime, manifesta fin da bambino un’indole irrequieta e al contempo  di grande sensibilità. Dotato di un’immaginazione non comune trascorre buona parte della giovinezza tra musica e teatro, esperienze sensoriali che saranno importanti quando, passati i quarant’anni, si scopre capace di trasferire nella creta l’esperienza emotiva e creativa acquisita. Opera su diversi materiali, creta, cera, acciaio ma con una forte predilezione per il bronzo. Sue opere sono

presenti in collezioni private e pubbliche, sia in Italia che all’estero.

A Ravenna nel 1996 ha realizzato per gli spazi della sede centrale della Cassa di Risparmio di Ravenna l’opera monumentale in bronzo Sol Invictus, a Lugo, nel 2003 ha creato Aleph, opera monumentale in bronzo e acciaio istallata nella sede locale della Confederazione Nazionale dell’Artigianato. Più che una personale ricerca il suo percorso è nel ritrovare radici ancestrali

in quel periodo storico che in seguito fu definito, con connotazione negativa,

“gotico”, ma che ispirò anche Dante, i fiamminghi, Nicola Pisano, Giotto e Cimabue superando, l’iconoclastica figurazione bizantina ed aprendo le porte al Rinascimento.

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