Gram publishing è un collettivo di curatori e di editori indipendenti italiani, che si è formato fra Milano, Venezia e Bolzano. Si definisce una creatura mutaforma, una pianta infestante che si nutre di suggestioni, contributi e tecniche artistiche, le più varie, sempre mirate alla discussione del contemporaneo tramite la creazione artistica. Negli ultimi anni, oltre che a proporre una linea editoriale molto fresca e varia - si tratta di una busta sigillata contenente fanzine, racconti, poster, fotografie, lavori che non si misurano in numeri di pagine ma in grammi - ha curato e reso possibili alcune opere dei migliori artisti della nuova generazione. L’ultima collaborazione di questa serie è con un giovane street artist Italiano, Infynite, che ha realizzato un murales in una location d’eccezione: Lower East Side, Manhattan, New York. pastedGraphic.png Una delle facoltà più complesse e oscure di cui dispone il genere umano è il linguaggio: spesso il pensiero e le impressioni devono scavalcare scogli troppo alti per manifestarsi attraverso una singola forma. Il metodo espressivo più comunemente utilizzato è la parola. Tuttavia ciò che scaturisce da un dipinto, essendo in genere frutto di un istinto recondito e inspiegabile, risulta talvolta più efficace.  Il pezzo in questione offre uno dei vantaggi propri del mondo delle immagini: l’osservatore può concedere un’interpretazione a sua completa discrezione o abbandonarsi alla pura contemplazione estetica. Il lavoro raffigura un leopardo a quattro occhi, la testa divisa verticalmente da un taglio netto in modo che al centro spicchi il cranio dell’animale, mentre sulla sommità del capo della belva poggiano senza timore due uccellini.  Pare che le due bestioline che, come le due sezioni della testa del felino sembrano costruire una sorta di specularità tra le parti, abbiano imparato a non temere la ferocia del soggetto principale.  Esse compiono uno sforzo nell’affidarsi al leopardo, che è in un certo senso paragonabile allo slancio di fiducia degli inquilini e del manager dell’edificio ospitante il muro che è stato dipinto dall’artista, che ha ottenuto la loro autorizzazione solo dieci ore dopo aver iniziato a dipingere.

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