Data l’emergenza storica dell’incendio di Notre Dame de Paris su idea del Critico d’arte e direttore  artistico Melinda Miceli nasce il Certamen internazionale letterario ed artistico sulle grandi cattedrali dell’Occidente  allo scopo di conservare la memoria e rinverdire il fasto e l’antico splendore delle Opere Divine, veri e propri libri di pietra. Sostengono l'importante iniziativa internazionale benefica in memoria dell'incendio di Notre Dame "Certamen letterario e artistico sulle grandi cattedrali dell'Occidente": Ok arte, Enciclopedia d'arte italiana, Luz Cultural magazine Spagna, Templari Federiciani, Donna Siciliana dell'anno 2019, Globus Magazine e Globus television, Ars Magistris”. Rivisitazioni letterarie dell’arte sacra, gotica, romanica, barocca delle grandi cattedrali delle città saranno vagliate da una selezionatissima giuria di esperti internazionali in grado di selezionare anche componimenti esoterici e ricercati. Abbiamo intervistato il Presidente del Certamen Dott.sa Melinda Miceli che così si è espressa: “Sono lieta di annunciare ufficialmente su Ars Magistris la presenza straordinaria del grande Maestro Antonio Manzi al mio Certamen artistico internazionale sulle grandi cattedrali d'Occidente come Artista testimonial, Vip nella sezione arti figurative. Inoltre comunico la Sua premiazione ad Artista d'Italia nel mondo per la pittura e la scultura. Antonio Manzi, artista del secolo, sarà premiato con l'Ippogrifo d'oro 202, oscar per l'Arte italiana nel mondo. La data coincide con il film sulla Sua biografia che il Comune di Campi Bisenzio sta preparando per rendere omaggio al Maestro storicizzato in vita, Artista degli Uffizi, le cui statue sono anche al Giardino di Boboli Firenze e al Chiostro del Bramante. Sarà in scena in prima nazionale al teatro Dante Carlo Monni di Campi Bisenzio il 13 Marzo 2020 “Inferno”, biografia dell’uomo e artista Antonio Manzi con la regia di Andrea Bruno Savelli”. Estraiamo un passo che il Critico d’arte Melinda Miceli aveva pubblicato nello speciale su Ars Magistris, quasi presagendo l’evento a cui saremo partecipi: “Il regista dei fondali scenici di Manzi è l’uomo stesso che non si occulta, ne smette di lottare ma che dominando la sua angoscia, poggia la catarsi sul dolore, mentre se ne irride. Un’esistenza votata all’arte per onorare la libertà in cui lo stesso tracciato che gli aveva offuscato l’infanzia, negandogli la felicità gli riconsegna tramite l’arte la completezza universale. Attraverso un coinvolgimento emotivo totale, la sua capacità di penetrazione psicologica che ha del magico, Manzi ritrae una nudità emotiva inquietante. Pennellate incitate di vortici, profonde ma lucide, nascondono dietro quella maschera una tristezza sognante, uno sguardo disincantato ma travolgente sull’universo freudiano più recondito e sul nostro tempo. La sua pittura supera la manifestazione attraverso un surrealismo introspettivo che racconta di un’esistenza della quale egli coglie il lato oscuro, quello più soffocante, doloroso e impronunciabile. Si avverte una contorta tristezza, una realtà tragica e tuttavia sensuale, una disperata solitudine, e lo snervamento dell’osservatore che da vita a  personaggi la cui identità non sempre è svelata nel titolo dell’opera, come se Freud avesse voluto svuotarli della propria biografia. Sono ritratti crudi, disturbanti, la posa distorta trascina ogni cosa con sé in un vortice elusivo e onirico.  Il suo autoritratto posto alle Gallerie degli Uffizi, nel quale si contano 7 occhi si declina come metafora della sua personalità che evidenzia senza filtro alcuno, le linee angoscianti di una travagliata esistenza attraverso la sua prodigiosa vis espressiva dove il tratto  vorticistico, il ritmo e il magnetismo della cromia si fondono in’opera che ha il fascino della seduzione di un ipnotismo misterioso e indimenticabile. L’Opera voluta da Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, allarga così la collezione degli autoritratti iniziata dal Cardinal Leopoldo de’ Medici. Un onore ad un artista vivente unico che sebbene abbia toccato tanti punti di arrivo, non finisce mai di stupire che sebbene abbia toccato tanti punti di arrivo, non finisce mai di stupire e di cercare se stesso nell’arte regalandoci capolavori senza tempo che segnano il nostro tempo”. Antonio Manzi da qualche mese è direttore artistico per l’Italia di Ars Magistris e siamo onorati e lieti della Sua collaborazione alle nostre iniziative, insieme al nostro Critico d’arte Melinda Miceli che lo segue nelle Sue vicende biografiche come in accordo con il grande che il Maestro Manzi. Firma…..

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