Sabato, 7 settembre 2019, mentre ero ad Atene, l’europarlamentare di Syriza - GUE/NGL (sinistra europea) Kostas Arvanitis in collaborazione con l’Associazione “Dromos Politismou” - Rethimno, ha organizzato un evento di commemorazione sulla deportazione intellettuale a Makronissos. Ha guidato la passeggiata storica,  lo studioso Tas Sakelaeopoulos, che ha rievocato gli avvenimenti e i ricordi di quest'isola. Con noi anche Olga Nassis, già presidente delle Comunità e Confraternite Elleniche in Italia. Piccola isola vicino alla regione Attica con appena 5 abitanti, Makronisson nell'antichità si chiamava Eleni, come la bellissima donna del mito greco che secondo Pausania vi si sarebbe rifugiata con Paride durante la fuga da Troia. Era una specie di Ellis Island negli Stati Uniti, per i profughi greci che arrivavano in Grecia dall'Asia Minore nel 1922-1923. Dal 1947 fu trasformata in un campo di concentramento per tutti i prigionieri politici, comunisti e disertori. Conserva le rovine di un campo di concentramento e centro di rieducazione, in cui furono reclusi più di 100.000 prigionieri politici, ed è stata dichiarata sito storico nel 1989. Considerata l'isola più suggestiva tra quelle definite dell’esilio e del serpente nero anche per aver ispirato molti scrittori, registi e compositori.  Tra i reclusi ci furono alcuni tra i maggiori artisti: nomi di poeti, scrittori come Ghiannis Ritsos, Titos Patrikios, Aris Alexandru, di musicisti, registri greci che durante l'internamento composero versi e opere.
Tra le trecento di isole e isolette greche anche deserte, si distinguono le “isole dell'esilio” , oltre Makronissos, Anafi, Yaros, Sant'Eustratio, che nel ventesimo secolo erano adibite ad ospitare i cosiddetti "nemici dello stato" ossia quegli individui perseguitati per i loro ideali e il loro impegno teso ad immaginare e creare un mondo migliore; per lo più sindacalisti, partigiani di sinistra e comunisti, concentrati in luoghi di martirio, fino all'abolizione delle leggi repressive, dopo la caduta della dittatura dei colonnelli in 1974. Nel ventesimo secolo a partire dal 1914-1918, migliaia di persone sono state costrette a spostamenti forzati in isole lontane e solitarie con misure amministrative preventive prive di decisione giudiziaria, specie nel periodo di "Divisione Nazionale" tra i sostenitori del re Costantino I e quelli del primo ministro Eleftherios Venizelos. A tale scopo in seguito è stata emanata la legge 4229 del 1929, il noto "Idionymo" per la quale qualsiasi atto riguardante il rovesciamento del sistema sociale esistente con la forza o il distacco di una parte del paese è un’infrazione speciale. La legge aspirava soprattutto alla repressione dell’ideologia comunista e del sindacalismo.
Queste isole e più tardi, quella di Trikeri, adesso sono "luoghi di memoria" contro i regimi dittatoriali. Le deportazioni e le torture sono state molto violente durante la guerra civile greca (1946-1949). I deportati  incarcerati in campi di esilio, vivevano in gruppi, in tende o case, sotto l'occhio vigile dei militari. Il ventesimo secolo denso di eventi tragici come le guerre mondiali, le guerre balcaniche, la "grande catastrofe di Smyrna" (1922), le dittature, i grandi periodi d’instabilità politica, hanno dato vita all'oppressione dei diritti politici del popolo e da qui l'espulsione degli oppositori.
San Eustratio, l'isola principale per la deportazione dei sostenitori della sinistra, dove furono confinati grandi poeti come Yiannis Ritsos e Tasos Livaditis, scrittori come Menelaos Lountemis e Themos Kornaros, ed attori come Manos Katrakis, lo stesso San Eustratios,  dal quale l'isola prende il suo nome, vi fu esiliato  poiché sosteneva le icone, ospita il Museo di esiliati politici ed il Museo di democrazia.

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