• Gio. Giu 30th, 2022

Melinda Miceli e la sua scrittura colta e blasonata , Primadonna in Sicilia , romanzo storico filosofico premiatissimo , introduce il lettore alla conoscenza del mondo iniziatico.

Diconteateam

Nov 18, 2018
 
 
 
Primadonna in Sicilia, Stella d’Oriente è il titolo del premiatissimo romanzo della blasonata scrittrice siracusana Melinda Miceli, che ricordiamo oltre ai numerosi premi letterari e lauree honoris causa come quella conferitale dell’Università di Canterbury, è  Premio donna siciliana dall’anno 2015 per la scrittura e l’arte. Nel 2016 designata “Premio donna Siciliana speciale per la letteratura”, nel 2017 ancor Premio donna come Critico letterario e artistico di opere anche esoteriche. Primadonna in Sicilia è il primo romanzo della letteratura italiana che narra un processo storico e personale introducendo il lettore alla conoscenza del mondo iniziatico. L'opera è pregevolissima e il romanzo è stato storicizzato da vari premi come il Premio cultura Sicilia 2017, il premio letteratura città di Acireale e l’Ippogrifo d’oro per la letteratura, premio diva dell’anno per la celebrità artistica e inserito in innumerevoli antologie. Scrive il Critico prof. Salvo Sequenzia semiologo:
 
Scrittrice raffinata, coltissima e di stendhaliana eleganza” narra nella sua trama«la singolare storia di una ragazza nata da famiglia borghese» che attraversa «come una supernova» uno spaccato di storia dagli anni Settanta ad oggi, fulminando con la sua «viscerale bellezza» una realtà in cui a cercare di dominare, ancora, nonostante tutto, è il maschio. In una Siracusa di antiche sontuose dimore patrizie Ursula, creatura dall’alea soprannaturale, è la mistagoga che, attraverso la sua maturazione umana, sessuale e intellettuale, ci guida in un universo che l’autrice tratteggia con scrittura ariosa e abbagliante, ricca di digressioni e di accensioni filosofiche, esoteriche e misteriche. Romanzo di formazione e ‘journal’ sentimentale, Primadonna in Sicilia di Melinda Miceli è, soprattutto, il resoconto di un complesso percorso di conoscenza dell’Essere e del Cosmo che l’Autrice dipana dando anima a personaggi che si muovono dentro la storia con la levità di figure danzanti, espressione di quell’ideologia del tempo congelato che, da Sterne a Eco, ha nutrito le pagine più alte del romanzo europeo. Il romanzo traccia l’itinerario di un graduale, ineluttabile incremento di conoscenza e di consapevolezza da parte della protagonista, che autorizza a qualificare l’opera come un tentativo di ricostruzione delle ragioni filosofiche e contingenti di un destino. Sotto quest’aspetto, Primadonna in Sicilia di Melinda Miceli possiede senza dubbio tutte le qualità di un’epica moderna, di cui l’Ulisse joyciano costituisce il prototipo. In questo senso, l’eccedenza di significazione che si coglie nel romanzo costituisce il diretto risultato di un mondo percepito alchemicamente ed esotericamente, da decifrare simbolicamente e da divorare linguisticamente. Una pagina tira l’altra, vorticosamente. Alchimia, esoterismo, gematria e kabbaláh ebraica si rincorrono spalancando le porte all’invisibile, in un viluppo gaddiano nel quale l’autrice coglie le ramificazioni del reale sedimentandole nel rizoma di una scrittura che diviene “portentosa macchina narrativa”.
 
In copertina emerge il simbololismo delle colonne d’Ercole che lasciano intendere il labirinto che la donna iniziata deve percorrere tra la doppiezza e il male.  Melinda Miceli così si è espressa in proposito: “Dedico Primadonna in Sicilia a tutte le donne vittime di violenza o incerte nel loro cammino perchè questo romanzo possa insegnare come districarsi tra i tanti difetti e trappole di una società maschilista effigiata perfettamente nelle descrizioni dei libri di Vitaliano Brancati. L’uomo nel mio romanzo è mostrato come un insieme di tendenze inconsce e irrazionali, l’uomo ha molteplici personalità e in questo contesto freudiano realtà e illusione non sono più distinguibili e i confini tra sogno e veglia sfumano nell’esoterismo che pervade personaggi e atmosfere. Ho voluto dare vita ad un romanzo colto, strumento culturale dalla grande potenzialità lessicale per tracciare il ritratto autentico della migliore società della Sicilia dagli anni 70 ad oggi, nelle sue metamorfosi storiche, politiche e ideologiche. Un ritratto così veritiero da ancorarsi come modello letterario, quello di una Sicilia tangibile ma anche misteriosa, riccamente descritta in una versione minuziosa dalla vena esoterica per svelare al grande pubblico i suoi segreti ancestrali. L'isolala impantanata nella retorica del gallismo e dell’immobilismo politico, la cui voce si avverte nelle digressioni e nelle rievocazioni colte di luoghi fantasma visitati e non, divenuti scheletri di un passato glorioso. Il mio obiettivo in quest’opera è stato anche quello di rendere la trama filmica, quasi una sceneggiatura avvincente per annunciare e presentare le trasformazioni epocali che la nostra società sta registrando grazie ai messaggi delle scienze occulte e delle varie teorie scientifiche e teosofiche che scuotono il sapere tradizionale. In virtù di ciò la mia protagonista Ursula, un’eroina classica ma rivisitata dalla morale contemporanea, dopo un periodo di “contaminatio” riemerge con la sua vera indole ed educazione e ritrova la sua strada attraverso la penna e lascia la sua Sicilia, quella terra che tanto ama e conosce per cercare quella “porta santa” che la introdurrà alla salvezza e alla sua redenzione. Con il suo finale rifiuto del materialismo, la sua superiore concezione dei valori e il suo grande intuito Ursula è un personaggio femminile che segna il cambiamento di un’epoca e rivoluziona anche il ruolo culturale e universale della donna nella società moderna. La parabola discendente e ascendente di Ursula, Rosa Mistica o Stella d’Oriente che si contamina per poi assurgere a creatura di luce si conclude con un’ascesa trionfante del bene sul male tratteggiata attraversando vizi, perversioni, limiti e circostanze ambientali da scenario dantesco, nel quale metafore, simboli esoterici, che racchiudono freudianamente l’indole dei personaggi, sono il vero caleidoscopio culturale del ventunesimo secolo. La mia scrittura e la mia critica sono arte e poesia ma sono anche  quasi una scienza, un genere letterario, perché ricorro ad argomentazioni storiche e mi avvalgo di un linguaggio speciale in cui abbondano nomenclature specialistiche per la maggior parte del pubblico, ermetiche, per costruire quel ponte tra gli artisti e il pubblico dei fruitori, che rende l’Arte accessibile a tutta la società, senza distinzioni di classi”.
 La scrittura ariosa e abbagliante, ricca di  digressioni e accensioni filosofiche, e misteriche così è stata tratteggiata dall’accademico prof Giovanni Vecchio: “Melinda Miceli rivela un’importante attitudine al racconto introspettivo  e sociale. L’autrice ti trascina con sé nel suo mondo interiore... ti fa scoprire la forza della scrittura che raccoglie e filtra le lacrime e ridà serenità all’anima, ti dirige verso mete non banali capaci di farci recuperare il valore dell’amore autentico, che conduce verso la luce e la speranza di un vero  riscatto.. I luoghi spesso hanno una valenza mitica e persino misterica e filtrano le intense emozioni dell’animo della protagonista. Pregevolissimi gli affreschi degli ambienti siciliani (Siracusa, Palermo, Mazara del Vallo, Pozzalloec…), della Calabria Galatro terme, rifugio artistico dell’autrice, di Montecarlo, Malta, Parigi, autentiche “pennellate” socio.-estetiche con risvolti talora esoterici.”  Molto si è parlato delle digressioni sui paesi fantasma della Sicilia e della  profondità descrittiva dei luoghi siciliani che rivela la perizia artistica della rinomata saggista Melinda Miceli a cui molte associazioni e critici si sono rivolti per rendere ufficialmente pubblica la descrizione esoterica della piazza di Siracusa contenuta nel romanzo Primadonna in Sicilia.A detta di molti intellettuali, in primis il patron del premio donna Antonio Omero, andrebbe fatta una petizione per porla su una lapide di fronte al Vermexio  in quanto esprime profondamente il valore artistico di Siracusa attraverso la simbologia e la storia e non ha precedenti nella città aretusea.
 Un 2017 pregno di soddisfazioni quello della scrittrice Melinda Miceli definita mietitrice di premi. A settembre la nostra autrice è attesa a Sarno città Festival dove riceverà l’ambitissimo “Premio Nazionale Popolarità “sezione Speciale “Ippogrifo d’Oro 2019” con la seguente motivazione: “Scrittrice standhaliana pluripremiata per la sua poliedrica attività di saggista, critico d’arte, giornalista e insegnate delle belle arti di Sicilia, altresì per il suo impegno nel sociale”. Scrittrice poliedrica dalla personalità complessa, saggista, pubblicista, critico d’arte, documentarista, 2 lauree honoris causa di Cantherbury, 8 prestigiosissimi premi letterari di livello nazionale, 15 pubblicazioni didattiche, da intenditore, riconosciute universalmente nel mondo dell’editoria, Melinda Miceli è oggi una delle icone e dei pilastri su cui si basa la cultura siciliana dei nostri giorni.La donna Siciliana dell’anno per antonomasia che nel campo della scrittura che ha saputo valorizzare anche gli aspetti più misteriosi e nascosti “di quella terra magica che strega chiunque la calpesti”come definisce Melinda Miceli la nostra Sicilia.
 
Tancredi Filangeri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.