• Mar. Nov 29th, 2022

Ritratto della Scrittrice Melinda Miceli , uno sguardo sperimentale sull’arte iperrealista di Pietro Alessandro Trovato

 Ritratto della Scrittrice Melinda Miceli uno sguardo sperimentale sull'arte iperrealista di Pietro Alessandro Trovato L’iperrealismo si configura come nuova tendenza artistica, in America e in Europa, tra la fine degli anni Novanta e il Duemila. Nonostante appaia come un’evoluzione della pittura accademica pre-impressionista, esso deriva dal movimento pop, che congela, fino ad annullare l’individualità espressiva dell’artista e, contro l’io smisurato dell’espressionismo astratto e di ogni pittura interpretativa, recupera il modello industriale, restituendone una copia. Nell'opera in oggetto il maestro Pietro Alessandro Trovato sperimenta una nuova tecnica ad acrilico con additivo che si presta ad una stesura flessuosa per lavorare sui riflessi di luce e le gradazioni di colore, quasi una contaminazio per sottolineare l’effetto realista in una visione diversa rispetto alla scuola, più classica e considerevolmente più letterale, del fotorealismo. I colori acrilici sono lisci, opachi, non riflettono la luce e possono esser resi trasparenti da forti diluizioni ottenendo un'immagine reale ma trasognata che va al di là delle semplici apparenze. Il tratto sottile ma incisivo si posa sul contorno delle labbra, degli occhi e degli zigomi della sua modella per esaltare il volume degli stessi aggiungendo una dimensione di sensualità al soggetto femminile. L’artista ottiene spettacolari effetti di illusionismo pittorico come nella resa dei capelli e della pelle;  tutta la fattura è di altissima qualità tecnica. Sulla scia dei ritratti sognanti di Manuela Landroyo, ha colori accesi ed eterei che ne determinano un'inedita luminosità accecante quasi che il soggetto fosse dipinto en plen air. L'immagine iperrealista dallo sguardo magnetico è lontana nel tempo per i suoi tratti classici, quasi arcangelica, effigiata qui come la chiave di un se che apre la sua stessa anima. Misteriosa e malinconica attraversa quell'ideologia del tempo congelato che ha nutrito le più grandi pagine della cultura europea da Sterne a Eco, esprimendo la contemplazione del tempo stesso che sembra cristallizzarsi sui tratti del soggetto quasi intrappolato nella trama vitrea. Dietro il trasferimento dei tratti del volto e l’attenzione ai dettagli dello stesso, Pietro Alessandro Trovato con la sua maschera cromatica iperrealista cela l’inganno dell’occhio, attraverso una stesura dove parti finite si alternano a parti mancanti, quell'alea quasi soprannaturale ancora volutamente da disegnare, ed accattivanti tanto quanto il lavoro finito. Parti e contestualizzazione riflessiva del soggetto che portano a definire l’opera come un modello artistico per esplorare emozioni profonde sconfinando in quel territorio della conoscenza dove desiderio di immortalità ed istinti vitali si scontrano con il mistero ineffabile della morte. Il messaggio di questo ritratto dalla tecnica sperimentale ed all’avanguardia dell’iperealismo di cui Pietro Alessandro Trovato è uno degli esponenti più importanti in campo nazionale, non è solo la bella la visione di un'immagine fotografica; il soggetto nel suo pathos reale e spirituale entra in scena per veicolare messaggi forti evocando le finalità stesse dell’artista; il netto confine tra finito e infinito, tra immortalità e caducità dell’esistenza nell’ambiguo alternarsi dell’ineffabile ambivalenza dell’essere. Melinda Miceli Scrittrice e Critico d'arte

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