Ti presento un capolavoro assoluto dell’arte italiana. «Battesimo di Cristo» di Piero della Francesca, opera del 1450 ca, oggi alla National Gallery di Londra.
I contemporanei di Piero non compresero la straordinaria novità della sua arte e molte sue opere andarono perdute. Gli ultimi suoi anni furono segnati dalla malattia, la cecità gli impedì di dipingere e portare a completa maturazione la sua carriera. 
Il «Battesimo di Cristo», una delle sue prime opere, affascina per l’intensità della luce e l’armonia della composizione. Celebra la tersa bellezza di un mondo rinnovato dalla grazia. L’intera natura partecipa alla nuova alleanza inaugurata da Cristo. 
I personaggi non hanno aureole e la colomba dello Spirito Santo si distingue appena tra le nuvole. Invito a relazionarsi a Dio attraverso l’umanità di Cristo. 
Il Giordano e la vegetazione ricordano i torrenti e il paesaggio collinare umbro-toscano, punteggiato di piante. È descritto nei minimi particolari, secondo la consuetudine della pittura fiamminga.
Alla destra di Gesù, sullo sfondo, un piccolo centro abitato: è Borgo San Sepolcro, cittadina dell’autore e cornice geografica della chiesa a cui era destinato il dipinto. Piero colloca la scena in un paesaggio familiare ai destinatari, fa allusione a riferimenti storici del suo tempo, come vedremo e così aiuta i suoi contemporanei ad interpretare gli eventi della loro vita alla luce del Vangelo, insegna loro a trasformare in preghiera il loro quotidiano. Si è cristiani stando coi piedi per terra, li dove si vive. 
A sinistra tre angeli, identificabili per le ali, alludono alla Trinità. Invitano, con la posizione del corpo e con lo sguardo, ad entrare nel mistero rappresentato. Gesù prima di ascendere al cielo dice agli apostoli: «Andate e fate discepoli tutti le genti, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». Rappresentano anche le tre virtù teologali: fede, speranza e carità, mediante le quali si penetra il mistero di Dio. L’angelo con drappo rosa sulla spalla, seminascosto, guarda verso l’osservatore, con lo scopo di richiamare la sua attenzione.
Il Battista, vestito di una pelle a brandelli, insieme all’angelo in vesti rosse e blu, con gesto delicato della mano, indicano il Salvatore. Il colore degli abiti dell’angelo allude al mistero di Gesù, rosso dell’umanità e blu della divinità. 
Sullo sfondo un uomo semi nudo, nell’atto di rivestirsi. Il biancore della pelle, simile a quella di Gesù, fa pensare a un neofita che già è stato battezzato. Paolo nella Lettera ai Galati scrive «Quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo». Non ha abiti che permettano di collocarlo in un’epoca: è il credente di ogni tempo, è la Chiesa che attraverso i secoli ha sempre bisogno di perfezionarsi, di rivestirsi di Cristo. 
Pace e concordia sono rappresentate dai due angeli che si abbracciano. Quello centrale, infatti, ricorda Flora, simbolo della primavera e della concordia. L’angelo con il serto di olivo in testa rappresenta invece la pace. L’angelo della concordia guarda assorto il mistero che si sta compiendo, va oltre il visibile. La sua carne, bianchissima come quella di Gesù, esprime purezza. È lui che invita a una sosta quotidiana per contemplare in silenzio il mistero. L’angelo della pace ci guarda diritto in volto, mentre abbraccia la concordia, a rimarcare d’essere una sola cosa con lei. Pace e concordia sono dono di Dio e impegno dell’uomo.

Alessio Fucile Critico e Storico dell’arte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *