L’evento della Conversione di Paolo è descritto esplicitamente negli Atti degli Apostoli. Il significato di questo evento risiede nell’importanza della conversione per l’ecumenismo. Paolo appena capisce di essere alla presenza di Dio

chiede “Signore, cosa vuoi che io faccia?”, accettando subito di diventarne discepolo e di mettersi al suo servizio, comprendendo grazie a quell’incontro la mirabile verità della inscindibile unità di Cristo con i credenti. Nelle sue lettere, Paolo metterà in chiaro la sua anima, estasiata dal miracolo che si è compiuto sulla via di Damasco, una vera e propria grazia in grado di illuminare la sua vita e che l’apostolo cercò poi di condividere con la gente. La conclusione di San Paolo è che “Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo. Appunto per questo ho trovato misericordia. In me specialmente ha voluto Gesù Cristo mostrare tutta la sua longanimità affinché io sia di esempio per coloro che nella fede di Lui otterranno d’ora innanzi la vita eterna” .

La conversione è il primo passo quindi per comprendere la grandezza e la benevolenza del Signore, giunto tra gli uomini per salvarli, con divina misericordia.

AANALISI DELL’OPERA

La Conversione di San Paolo fu dipinta in due versioni da Caravaggio, secondo gli storici del passato questa prima versione venne rifiutata dai committenti.

La scena descrive la Conversione di San Paolo nel momento narrativo più importante, Saulo mentre percorre la via che lo conduce a Damasco viene investito da una luce intensa. All’uomo appare Gesù Cristo che gli ordina di cessare la persecuzione nei su oi confronti e di assumere l’incarico di ministro e testimone di Gesù.

Caravaggio interpreta l’episodio di Saulo utilizzando l’iconografia della luce accecante che rappresenta l’essenza di Cristo. Infatti nel dipinto non compare Gesù ma è evocato da un intenso bagliore. Gli storici hanno tentato di giustificare queste scelte con varie ipotesi. Secondo alcuni, Caravaggio soddisfò la richiesta del suo committente

che chiedeva il rispetto del testo scritto negli Atti degli Apostoli. Secondo altre letture invece l’artista decise di non trasgredire al suo ideale di Naturalismo. Infatti al tempo della Conversione di Paolo, Gesù era già morto e risorto. Caravaggio quindi non volle dipingere una figura divina per evitare di intaccare il realismo dell’opera.

Il . cavallo di Saulo occupa una gran parte della superficie del dipinto sulla sinistra. Esso appare pacato, tranquillo; sembra addirittura sollevare la zampa per non ferire il suo padrone. Si può inoltre intuire la sua pacatezza dal semplice fatto che le sue orecchie sono puntate verso l’esterno, indice di un cavallo tranquillo o che sta dormendo. Se fossero girate all’indietro sarebbero state indice di un cavallo aggressivo o irrequieto. Dal dipinto sembra che questo cavallo sia un Tobiano Buckskin, Il suo manto dorato e la sua criniera scura, caratteristiche tipiche del Buckskin, presentano alcune chiazze bianche più o meno irregolari.

Inoltre si potrebbe ipotizzare che questo esemplare sia un antenato di quello che oggi si chiama Wild Colonial Spanish Mustang, dalla somiglianza fisica, dalla presenza della riga mulina (una striscia scura che parte dal garrese, attraversa tutta la linea lombo-sacrale terminando alla base della coda); ma anche dal fatto che nel 1600 (anno di realizzazione dell’opera) l’Italia era sotto dominio spagnolo.

Dal punto di vista dell’arte, invece, il cavallo potrebbe essere ripreso dall’equino dipinto da Moretto da Brescia nella Caduta e Conversione di San Paolo. Caravaggio lo vide infatti da ragazzino, quando aveva circa sedici anni e confrontando le due opere si vede quanto l’impressione del cavallo dominante si sia fissata nella memoria del giovanissimo artista: che lo rievocò nel 1600, solamente osservandolo da un altro punto di vista.

Camilla Vitale

Previous post PALAZZO DELLE ARTI: NASCE LA PIÙ GRANDE GALLERIA PRIVATA ITALIANA – Inaugurazione a Lecce della prestigiosa galleria-museo, fiore all’occhiello del Sud Italia. 
Next post L’ETERNITÀ SOTTO IL SEGNO DELL’ARTE, Successo annunciato per l’inaugurazione del Palazzo delle Arti